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SCRITTI CORSARI
C'è vita su facebook?
di Maurizio Di Fazio
Se il tuo io è diventato un presenzialista digitale; se spari ovvietà come se piovesse, per non deludere il gusto dei pubblici; se scrivi nonsense del tipo “hey, falso magro scoppato al soldo del regio esercito ovino”, e vieni perciò insultato e minacciato da uno sconosciuto in difesa di un suo lontano parente in deficit di serotonina che sogna spesso di essere una pecora e quella mattina si era svegliato gonfio, monarchico e con un principio di alopecia fulminante… Non c’è bisogno di emigrare ai Caraibi o di infilare i polpastrelli nell’acido. Piuttosto, rilanciati. Dichiara bancarotta identitaria. Riparti da zero. Taglia i ponti col web 2.0. Sigilla una volta per tutte la tua bacheca. Via da quei “luoghi” dove tutti sono uguali ma dove i peggiori si sentono più uguali degli altri. Ascolta il tuo nuovo te. Reinventa la tua vita offline.
Facile a dirsi. Oggi persino i feti d’arte aggiornano il proprio stato su Facebook, attraverso l’applicazione pl@centa.
Facebook si intromette sempre di più nelle nostre vite. Che ci piaccia o non ci piaccia più. Il concetto stesso di privacy ha subito una profonda mutazione genetica grazie e per colpa di Fb. Le conseguenze sociali e culturali del sisma Facebook non finiscono qui. Chissà quando ricomincerà la ricostruzione. In un’epoca in cui basta un click per farsi un nuovo “amico”, i giovani rischiano di non essere più capaci di costruirsi vere amicizie basate su reali contatti personali. Ma che razza di amicizie sono quelle che fioriscono e si esauriscono su Facebook? Ma che razza di amici sono quelli che ti spiano, che controllano tutti i tuoi commenti in entrata e in uscita, i tuoi aggiornamenti di stato, i tuoi album fotografici, le tue iscrizioni ai gruppi strampalati, creando assurdi dossier mentali o magari persino “reali”, con uno screenshot?
E delle storie d’amore ai tempi di Facebook, non vogliamo dir nulla? Mandi qualche cuoricino grafico. Cerchi di sedurla in ogni modo. Imposti una foto predefinita del tuo profilo elaborata da ventisette disegnatori della Pixar, o con ripresa aerea da Marte. Giochi la carta del concorso esterno in associazione vanitosa. Se scappi ti taggo. Crei “eventi” finti a valanga per ricoprirti di una patina di glamour. Minacci di ricorrere alle vie legali se lei si rifiuterà di partecipare all’evento sesso con te (nonostante avesse confermato la sua presenza).
L’ex annuario di studenti ha raggiunto quota 400 milioni di utenti. Soltanto in Italia sono quasi sedici milioni gli iscritti a Facebook. Quest’estate le spiagge ribolliscono di genti di tutte le età, tardive o native digitali, sempre connesse a Facebook persino sotto l’ombrellone grazie a un telefonino qualunque. Perché su Facebook ci si scambiano messaggi, video, inviti, insulti, tumulti, pacificazioni, congratulazioni, ortaggi, ostaggi, pet, farm, commenti, corteggiamenti, notifiche, rettifiche, biscotti e salsicciotti della fortuna, inviti virali a eventi letali, parla con Lady Gaga o con la luna, mipiace, il tuo partner del giorno, nonmipiacepiù.
Beato il popolo che non ha bisogno di continui log-in. C’è vita su Facebook?